Cos’è la trasmittanza termica degli infissi

In un periodo storico come quello che stiamo vivendo, ricco di incentivi statali per uscire dalla crisi economica dovuta alla pandemia di Covid che sta colpendo il mondo intero, il tema degli infissi è tornato sempre più in voga, in quanto molte persone decidono di usufruire del bonus e cambiare un vecchio modello al fine di migliorare la climatizzazione della propria casa, spesso penalizzata da serramento antichi e dello stesso anno di costruzione.

Al momento della scelta della tipologia che si desidera acquistare, un importante parametro da valutare è quello della trasmittanza termica, che nel linguaggio scientifico indica la quantità di potenza termica che viene scambiata per unità di superficie e unità di differenza di temperatura da un materiale.

In parole più semplici e per i meno amanti della fisica, si tratta della quantità di calore che ha la possibilità di passare attraverso un serramento in un determinato lasso di tempo.
L’unità di misura comunemente utilizzata per indicare tale paramento è la U, che viene calcolata con una formula matematica piuttosto complessa: W/(m2K).

La W indica i Watt, m2 sta per metri quadrati mentre la K per i gradi Kelvin.
La questione si complica ulteriormente in quanto sono stati individuati diverti tipo di trasmittanza termica, determinati da differenti caratteristiche:

– Uw: indica il valore complessivo della trasmittanza tecnica di un infisso;
– Ug: determina quella solo inerente la componente del vetro;
– Uf: specifica quella generata dal profilo della finestra, dipendente dal materiale utilizzato;
– Psi: si riferisce infine alla trasmittanza della canalina del vetro, posta in posizione perimetrale.

A livello pratico, il valore che viene preso come riferimento è il primo, in quanto quando si richiede la consulenza un tecnico per il calcolo di tale variabile è solo quella complessiva che lui ci indica, senza addentrarsi in dati troppo tecnici per un normale cittadino che desidera cambiare le finestre.

Lo scopo di questo calcolo è quello di capire se il proprio infisso presenta una trasmittanza adeguata, in quanto un buon valore della stessa è in grado di portare una serie di benefici all’abitazione e all’individuo stesso.
Infatti, se il parametro è sufficientemente alto, la casa in questione riuscirà a trattenere il calore in inverno e non lasciarlo penetrare in estate, in modo da avere sempre la giusta temperatura e disperdendo il 40% in meno rispetto a un modello più arcaico.

In questo modo l’ambiente domestico risulterà più confortevole ma soprattutto più ecologico, poiché se la trasmittanza è idonea non sarà necessario utilizzare impianti di riscaldamento e raffrescamento per molto tempo, preservando il pianeta attraverso un minore consumo di energia elettrica e gas.

Questo si traduce anche in un notevole risparmio in bolletta, migliorando le finanze dell’intera famiglia e conservando a fine anno una notevole quantità di denaro in più rispetto a prima.

Inoltre, migliorando l’efficienza si eviteranno sbalzi di temperatura nelle diverse stanze dell’abitazione e soprattutto si tenderà a a prevenire la formazione di condense e umidità, che generano spesso la presenza di muffa all’interno delle mura, poi molto difficile da debellare se non attraverso l’intervento di un professionista.

Per questo avere un buon parametro U garantisce una maggiore salubrità del luogo in cui si vive, oltre che l’eliminazione di molti dei problemi che riguardano la gestione di una casa non adeguatamente isolata.

Per procedere a migliorare la trasmittanza tecnica dei propri infissi, è necessario rivolgersi a professionisti del settore, con anni di esperienza pratica sul campo, che sappiano consigliarvi il modello migliore per le vostre esigenze e quelle della vostra casa, che dipendono dall’esposizione della stessa, dal territorio in cui si trova e soprattutto dal budget che si possiede per completare nel modo migliore l’intera operazione, senza un eccessivo esborso di denaro ma montando un prodotto di qualità, capace di durare il necessario.

Il valore U, comunque, per legge non può essere mai inferiore a una certa soglia, che viene stabilita dalla normativa regionale in base alle condizioni climatiche abituali di una specifica zona.

Infissi con il miglior rapporto di trasmittanza tecnica

Come sappiano gli infissi possono essere costituiti nella cornice da differenti materiali, che cambiano l’aspetto della finestra ma soprattutto la sua trasmittanza termica e l’efficienza generica della stessa.

Questi hanno costi diversi in base al pregio e possono essere in alluminio, legno o entrambi.
Il primo è un elemento molto resistente, utilizzato per la realizzazione di molti infissi per la sua duttilità e la possibilità di adattarsi ai vari ambienti domestici senza risultare invadente o sgradevole alla vista. Non è molto costoso ma ha un’ottima resa nel tempo a livello di ossidazione e resistenza.

Tuttavia si tratta chiaramente di un metallo, che per definizione è un ottimo conduttore di calore, caratteristica che non giova affatto al parametro che stiamo analizzando in questo articolo.
Per ovviare al problema si inserisce all’interno del profilato estruso una barretta termoplastica, che aumenta del 300% l’efficienza del serramento.

In tal modo si riescono a mantenere le singole stanze alla giusta temperatura sia in estate che in inverno, ma è importante che questa operazione venga effettuata subito, poiché spesso i serramenti più vecchi non utilizzano questo espediente, rendendo necessario ricorrere per più ore all’impianto di riscaldamento e raffrescamento in base alla stagione.
Il legno, invece, presenta un valore di tramittanza termica molto basso, essendo un isolante per natura e prestandosi spesso alla creazione di serramenti per la sua resa nel corso degli anni.

Il valore per un telaio di questo tipo, di una lunghezza variabile dai 30 mm ai 100 mm è tra i 2,20 e l’1,40.
Una buona soluzione è quella di utilizzare un connubio tra legno e alluminio, in grado di garantire un’ottima soluzione nel tempo e permettere di mantenere sempre la giusta temperatura tra le mura domestiche, mixando la capacità isolante con quella di conduzione.

Detrazioni e trasmittanza, come accedere agli incentivi statali

Grazie al Decreto Rilancio emanato dallo stato italiano nel 2020 e valido per tutto l’anno successivo, in questo lasso di tempo è possibile sostituire i propri infissi richiedendo una serie di agevolazioni e bonus variabili in base alla specifica situazione.
Il più comune tra questi è una detrazione fiscale del 50% sul lavoro svolto, comprensivo dell’acquisto del pezzo ma anche dei costi di manodopera e di demolizione muraria necessari.

Gli stessi possono essere rimborsato in 10 anni, essere convertiti in credito d’imposta o scalati direttamente dalla fattura ricevuta se la ditta che esegue l’operazione decide di aderire a tale modalità.
È prevista inoltre una soluzione ancora più vantaggiosa, che prevede il rimborso del 110% di quanto anticipato, nell’arco dei 5 anni successivi in rate di pari importo.

I parametri per accedere a questa opportunità sono però molto rigidi e prevedono la contemporanea esecuzione dei cosiddetti lavori trainanti, che consistono nella realizzazione di un cappotto termico che coinvolga almeno il 25% dell’edificio e la sostituzione di un impianto ormai vecchio con uno più moderno a condensazione o pompa di calore.
La condizione essenziale per poter giovare del bonus, tuttavia, è quella di migliorare di almeno due classi energetiche l’immobile con la sostituzione degli infissi e, nel caso questo non fosse attuabile, raggiungere la più alta possibile.

Se si possiedono tali caratteristiche si tratta davvero di un’opportunità imperdibile, che probabilmente non si ripresenterà a breve in Italia e che merita di essere sfruttata da più cittadini possibili, anche per aiutare il paese a diventare maggiormente ecosostenibile.

Cambiando gli infissi e aumentando la trasmittanza tecnica, infatti, la qualità della vita all’interno della propria casa migliorerà notevolmente, sia a livello di comfort che di salute, con un occhio al risparmio economico che è sempre un elemento da valutare molto attentamente.

Con l’adesione di molti individui il consumo energentico globale si ridurrebbe di molto, consentendo alle risorse non rinnovabili di concedersi un periodo di riposo.